Erano state le ultime parole pensate e scritte per lei, le ultime parole pensate e scritte per chiunque: per molto tempo la sua penna fu muta, il suo sax chiuso nella valigia, e le sue matite, spuntate e impolverate, erano tristi soprammobili nella sua camera.
Nonostante tutto non lo ricordava come un periodo vuoto, anzi: l’estate era finita, ottobre minacciava le sue copiose piogge con le prime nubi nere, sui monti variopinti di castagni e querce d’autunno…
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