Tralascio per strada le traversie che mi hanno lasciato… Per strada!
Risparmio ai vostri occhi le lacrime versate sul latte rovescio delle mattine insonni di magre colazioni.
Rammento appena il viaggio delle mie A.V.M. di qualche tempo fa, le vetuste 5 puntate del Senza Filtro Sanremese, vi invito magari a farci un giro di nostalgico rendez-vous e…
C’è di buono nell’essermi fermato questo inverno a casa, che vi delizierò con l’ironia, il sarcasmo, una spolverata di critica personale e scartavetrate impunite intorno all’imminente festival dei fiori.
Ogni sera posterò un articolo Senza Filtro sulla kermesse musicale, per chi non dovesse avere idea di cosa combinerò, vi rimando a quelli passati
Come tutte le mattine pigre e bigie di mezzo gennaio, tra un riposo lavorativo e le pulizie del mini appartamento, pensavo.
Ci sarebbe da sistemare lo sciacquone del cesso che ogni volta che scarico l’acqua, dopo bisogni pondi e nauseabondi, schizza sulle pareti, mentre ricarica il serbatoio.
Ci sarebbe da raccattare le ultime centinaia di euro per finire la pubblicazione di un probabilmente inutile e superfluo libro.
Ci sarebbe da tentare di non cadere in una mera sopravvivenza cedendo a tutte quelle infiltrazioni di umido “malvivere” che provengono da amici lontani, da televisione vuota, da giornalisti vacui e irritabili ma sempre vendibili, da politici servi di logiche sempre seminascoste, da lavori che se va bene sono fermi e statici in carriere, salari e aspirazioni, se va male durano lo spazio di una stagione…
Ci sarebbero le stagioni che non si riconoscono più se non fosse per i contratti a tempo, e i problemi ambientali che finalmente e purtroppo si sta scoprendo costano molto più dei presunti vantaggi economici che in massima parte li hanno generati.
Ci sarebbe da fermarsi a centrare l’obiettivo sulla famiglia che svanisce, su storia e memoria che svaniscono, su idee e creatività italiche che svaniscono, su noi che svaniamo…
Ma poi accendo distrattamente la tv e ascolto:
Il Papa rinuncia ad andare all’università… Beh! Oggi sì che mi sento meno scemo ad aver lasciato ingegneria!
Ma se è vero che tutti avevano il diritto di dissentire o approvare, tutti potevano avere la sensibilità di ascoltare e ribattere, ma anche il totale contrario di alzare la voce prima ancora che qualcuno ti zittisca le parole… E’ pur vero che nessuno gli ha impedito materialmente di esserci e “combattere” contro quel maleducato vociare, Lui ha deciso di arrendersi, e forse è questa la peggior lezione di uno dei più grandi cattivi maestri della nostra epoca.
Altri hanno sperato che accadesse per strumentalizzare la storia e venderla sul banco dei consensi pilotati, o per poter sopire la loro paura di confronti dialettici, la stessa che imputavano al pontefice, o per poter additare alcuni predestinati colpevoli della caduta di gusto.
Insomma PapaRazzo ogni volta che apre bocca crea incidenti diplomatici, frena l’umanità riportandola a Savonarola, porta avanti la sua strana campagna di riduzione della popolazione cattolica nel mondo annullando il lavoro di Woytila, come già negli ultimi stanchi e ammalati anni di pontificato del polacco aveva anticipato scrivendo di suo pugno le ultime parole farneticanti poi firmate Woytila…
Poi quando gli si prospetta un faccia a faccia (previsto o meno) con parti contrarie alle sue indicazioni (quasi tutte limitanti il libero e laico arbitrio personale)… Fugge!!!
E tutti quei “sciarpati”, “rastati”, “maglionati” ragazzi intellettuali e “illuminati”, urlanti che spesso si agitano contro i mega complotti che deviano il corso degli eventi, il futuro mondiale e gli equilibri economico-politici dei nostri paesi, proprio quelli che alzano voce e barricate contro censure e corruzione dell’informazione, CENSURANO!!!
E i professori, deboli e svuotati di concetti e obiettivi, censurano!!!
I politici che non hanno più da tempo idee e progetti si aggrappano al fatto per riempire pagine altrimenti vuote e insignificantemente pericolose di note politiche!!!
Ma non basta, stamattina…
La moglie di Mastella viene arrestata per concussione presunta e tutti sono solidali con il guardasigilli dimissionario, per paura che cada il governo, per paura che si vada avanti e si smantelli anche questa sporca e improduttiva seconda repubblica.
Vien voglia di lasciarla st’Italia spenta e morta, piena di gente che crede di star bene se acquista un cellulare, che crede che un figlio è bravo perché si lava i denti e si veste da figo, che cede a meri mercanteggi di inesistenti posti di lavoro e poi piange al licenziamento per ristrutturazione o per fallimento.
Questa Italia ove i giovani sono di belle speranze fino a 45 anni, salvo accorgersi che nel frattempo hanno prolungato la loro adolescenza, che son passati dalle canne alla cocaina,con le carezze cieche di genitori e istituzioni, bruciando di fatto generazioni di futuri dirigenti.
Questa Italia ove i vecchi sono un peso, sono resi muti, non raccontano più a nipoti il sapore delle cose e nipoti che non hanno voglia di scoprire il sapore delle cose e inseguono sesso e giochi da adulti perché convinti sia l’unica cosa esistente al mondo oltre un lavoro futuro che gli possa permettere di prolungare il loro tecnologico limbo all’eternità!
Allora fermo i pensieri.
Spengo la tv.
Accendo il vecchio stereo con il giradischi, metto su Charlie Parker in un live ripreso in un locale della 52° tra bicchieri che tintinnano e voci che si inseguono, socchiudo gli occhi e immagino tempi in cui la vita era un po’ più rumorosa e sporca forse, un po’ più fredda e difficile, ma…
La vita era vita, la musica era musica, il giusto e sbagliato erano risultati di lotte più aperte e leali, anche nell’illegalità. Il lavoro nobilitava l’uomo e l’uomo lavorava per vivere, anche se stava in fabbrica 12 ore, le maestre insegnavano, i nonni raccontavano e i bambini giocavano… I giovani poi… lottavano, scoprivano di crescere e di poter costruire un miglior passato per il loro luminoso futuro!
Ciao
Nighty
L'Oro di Napoli

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Grazie a Federico Salvatore so che Napoli è viva e non è soltanto Gigi D'Alessio e Camorra, ascoltatelo su Youtube!
Se io fossi San Gennaro, di Federico Salvatore
Nighty