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Nome: Claudio Salvini
Libere Frequenze Notturne... musica vera, arte e comunicazione, donne vere, originalità e coraggio, energia e voglia di spingersi un po' più in là senza staccare l'elastico del passato... scrivere, scrivere e scrivere parole per riuscire un giorno a farle leggere leggére...
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venerdì, 25 aprile 2008

Sergio Caputo

“Disperatamente e in Ritardo Cane”

Sergio e la sua musica, inarrivabile per il suo originale insieme di profondità, complessità eppur semplice ed orecchiabile.
Sergio e il suo Jazz, il suo swing, il suo pop-jazz, e il brit-pop… prima del jazz, lo swing, il pop-jazz e il brit-pop nelle produzioni e nelle classifiche italiane.
Sergio e i suoi testi-mini sceneggiature cinematografiche.
Sergio e i suoi incubi-sogni-esperienze reali, liberati in canzoni memorabili eppur troppo spesso dimenticate dalle antologie, dalla stampa, dalle radio e le televisioni...
Continua qui!
venerdì, 18 aprile 2008

Lalla

13-03-2008
Notte: riflessioni senza filtro intorno ad una telefonata di qualche giorno prima.


Lalla ha chiamato come altre volte, disincantata e distratta, intenta a curiosare di cose che sembra non la incuriosiscano, per perdere un po’ di tempo… mentre l’amica che accompagna fe delle faccende per la mamma, ad esempio…
Mi chiede come sto…
rispondo bene.
Mi chiede come sto…
sorrido silenzioso e rispondo bene.
Mi chiede come sto…
stavolta rido leggero, tergiverso un po’ imbarazzato, rispondo bene.

Lei poi mi sorprende: mi ricorda per prima, come mai prima, quelle rare, preziose, volte che asincrona col tempo, con gli impegni e le strade percorse, mi inseguiva al telefono per un caffè, per far due chiacchiere, per… niente.
E qualche volta io cambiavo il tempo per lei, e qualche volta no.
E mi ricorda me, quelle tante volte che a tempo col tempo, in perfetto ritmo col giorno, con i giorni vissuti da consumato percussionista della mia jazz-life, la inseguivo per un caffè, per far due chiacchiere, per… scoprire se era tornata ad abbracciare, per affetto.
E troppe volte lei cambiava il tempo, il ritmo, e poche volte no!

Poi…
Dopo quattro risate sui miei limiti, cinque cazzate da me lanciate in stile monologo cabarettistico, contrappuntate dai suoi sensualissimi “scemo!”, “cretino!”, armonici di una voce calda, piena ed affascinante, quando sembrava finita l’inerzia, la spinta naturale che porta ogni nostra telefonata intorno al quindicesimo minuto…
Ecco che lei, come se presa alla gola da una morsa a cronometro… lei… come in lotta con un inevitabile “game-over” sul suo gioco preferito…
Lei… come se improvvisamente avesse voluto riaggiustare il tempo che tante volte aveva distorto…
Lei dice:
“Adesso vengono fuori così, non so perché, non l’ho mai fatto… di solito non lo faccio con nessuno… Ma sappi che ti voglio bene!
Che anche se non rispondo ai tuoi messaggi, alle tue provocazioni, ai tuoi appuntamenti, io ti penso sempre, ogni giorno!
Per me sei importantissimo, tutte le cose che mi hai donato, tutti i pensieri che mi hai dedicato li porto con me, li sfoggio, sono un vanto con le mie amiche, li conservo tutti.
Io ti penso sempre, davvero, Tu ci sei sempre anche quando non ti sento per giorni… Ti porto sempre con me… veramente!”


Squilla ‘sto cazzo di telefono dell’Hotel dove lavoro, muto fino ad oggi quasi tutti i giorni, ora squilla!
Squilla già da qualche secondo, interrompendo il mio dissimulare imbarazzato le parole di lei.
Il mio era un confuso tentativo di tornare a tempo, insicuro dell’ipotesi che quelle parole potessero essere uno scherzoso modo di chiudere la solita telefonata, ma poi tutti i dubbi spazzati via da quell’urgenza, quella frenesia nella voce quasi tremante, quella cascata fresca e travolgente di parole così carezzanti per i miei futuri pensieri… che tentavo solo monosillabi di conforto, di appagata approvazione, di rassicurazione sconfinata.
Ma squilla il telefono.
Lei ha un’infinitesima interruzione nella voce, ha sentito.
Io le dico rattristato che devo rispondere.
Non avrei mai voluto interromperla, sapevo che era importante più per lei che per il mio ego in crisi d’identità, non aveva mai manifestato, dacché la conoscevo, le sue sensazioni più intime verso me o altri.
Aveva indosso da tempo oramai un esoscheletro bellissimo, attraente, ma elettrificato al contatto, repulsivo a qualunque tentativo di intrusione.
Ora invece era lì che si scioglieva in parole e sentimenti che avevo timidamente provato ad immaginare, che avevo teorizzato, creduto possibili e tante volte ritenuto infondati…
Erano lì, potabili che li bevevo, puliti che li respiravo, caldi che mi coprivano dal freddo residuo inverno.
Ma squilla il cazzo di telefono.
Io le ripeto che devo rispondere e che ci risentiamo presto.
Lei mi dice va bene un bacio ciao…
Io muoio!

Prendo la telefonata e la prenotazione di una singola per due giorni: 90€, vale 90€ il cuore appena riaperto al mondo di Lalla?

Avevo sognato che accadesse un milione di volte, durante uno dei nostri incontri, dopo un litigio, prima di un viaggio, ma così improvviso, durante una telefonata scollegata da “motivi istituzionali”, date fondamentali e soprattutto interrotto da una telefonata di lavoro… No!

Cavolo di mondo bastardo! Quando accadrà di nuovo?
Si sarà sentita meglio?
Oppure si sarà richiusa imbarazzata?
Si sarà sentita inopportuna?
Oppure intimidita da una mia probabile futura reazione esageratamente affettuosa?
Si sarà pentita?
Oppure sentita scoperta, indifesa come oramai non era più abituata ad apparire e ad essere?

Ma no!
Io non aggredirò e non manifesterò improvvisi e smodati affetti, finto amore per tutta la vita e anelli al dito…
Non toccherò la pelle nuovamente nuda e non colpirò con dissacranti battute gli imbarazzi o le timide domande.
Per me lei è sempre stata così.
Dal primo giorno che la vidi!
Non ho mai compreso il perché, come, ma ho sempre avuto la necessità, il piacere di lei… di conoscerla, di affrontarla, di allearmi alla sua silenziosa e nascosta lotta e vincere… e sconfiggerla!
Non ho mai avuto secondi obiettivi.

Sono conscio di aver spesso dato impressioni ben diverse da questa affermazione, anche a lei, e prontamente tentato smentite.
Ho sempre cercato di essere onesto, disinteressato ma appassionato e affascinato dalla potenziale bellezza e forza di attrazione di Lalla.
Ho sempre visto lei come un insieme di fragilità e forza.
…azione e reazione e sottomesse, candide, dolcissime richieste di aiuto.
Bellezza esteriore e paura di difetti intimi e dannosi…
Bellezza e fascino interiore e paura di difetti esteriori…
Sciocca!
In una parola “Bellissima”!
In una frase: “un viaggio affascinante senza approdo certo, ma fatto di viste, sguardi, cose e odori insostituibili ed irripetibili”.

Io ho bisogno di Lalla, semplicemente, senza saper dare un nome a questo e senza che ne senta ancora la necessità di farlo.
Io ho bisogno di credere che abbia la capacità di farla sorridere o intristire, appassionare o allontanare, di sentirla anche con occhi, naso, orecchie chiusi e mani legate.
Io ho bisogno di credere che lei abbia un seppur piccolo, giocoso, infinitesimo bisogno di credere di avere la capacità di farmi sorridere o intristire, appassionarmi o allontanarmi, di sentirmi anche con occhi, naso, orecchie chiusi e mani legate.
…Che abbiamo la consapevolezza di essere legati uno all’altra.

Forse tutto ciò è un po’ più vero dopo quella telefonata?
Il viaggio senza nome continua?
IO sono più felice di ieri…
Lei: spero davvero di essere stato in grado di renderla un po’ più felice di ieri… di quando la conobbi, e soprattutto di avere la possibilità di vederla sempre meno felice di domani…
e più vicina!

Ciao Lalla!
dal tuo “Scemo”.


Nighty

Di qua il Cinema Prodotto Tipico AbBruzzese

postato da: Nightfreeqnc alle ore 19:32 | link | commenti
categorie: vita, diario, alessandra de santis
mercoledì, 02 aprile 2008

Jazz: prodotto tipico Abruzzese

Vai Max!

Nighty
postato da: Nightfreeqnc alle ore 13:06 | link | commenti
categorie: musica, diario, concerti, jazz, curiositĂ , acid jazz, pop music