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Libere Frequenze Notturne... musica vera, arte e comunicazione, donne vere, originalità e coraggio, energia e voglia di spingersi un po' più in là senza staccare l'elastico del passato... scrivere, scrivere e scrivere parole per riuscire un giorno a farle leggere leggére...
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mercoledì, 02 aprile 2008

Jazz: prodotto tipico Abruzzese

Vai Max!

Nighty
postato da: Nightfreeqnc alle ore 13:06 | link | commenti
categorie: musica, diario, concerti, jazz, curiositĂ , acid jazz, pop music
mercoledì, 05 marzo 2008

Syria

Un’altra Me

“…Nella musica leggera tutto è stato già scritto, le combinazioni melodiche ed armoniche possibili sono di fatto esaurite, quindi è sempre più frequente cadere in riproduzioni, imitazioni di porzioni di melodie o sequenze di accordi editi…”
Cazzate!
Miles Davis più o meno diceva: “Io guadagno ancora poche centinaia di dollari per concerti in piccoli locali, eppure la mia esperienza e il mio studio mi hanno portato a conoscere più di 70.000 accordi diversi. Conosco invece sempre più giovani musicisti che fanno tour milionari per carriere intere con 4 accordi!”
Eqquindi…

postato da: Nightfreeqnc alle ore 17:26 | link | commenti (1)
categorie: musica, recensioni, acid jazz, pop music
lunedì, 18 febbraio 2008

L'ultimo di Lorenzo

Jovanotti

Safari

 

Primo ascolto

Il pregio-difetto di Jovanotti, quindi inevitabile, pericolosamente sostituibile e quindi non consigliabile, è l’orizzontalità delle melodie, figlia della cultura autodidatta da turista della musica che il vecchio ragazzo si è costruito con passione e misura.

Orizzontalità del tratto di matita che avesse l’ardire di disegnare le canzoni di Lorenzo.

Ma per contro un gran sussulto di guglie, spirali e diagonali dei vari andamenti ritmici dei suoi pezzi, frutto del suo DNA nato dalla fusione melodica tra Rap, Funk,Afro, Brasilian sound, Jazz e Soul!

Quindi poche difficoltà a seguire con le orecchie e l’immaginazione i nuovi sentieri musicali del migliore cantautore che il Pop Italico ha prodotto involontariamente degli ultimi 15 anni; semplice e gustoso costruirsi ognuno il proprio viaggio nel Safari del mondo.

Il Turista della musica si è appassionato ai luoghi visti così tanto da volerne sempre più costruirsene uno proprio, ha aperto quindi un piccolo b&b nei primi anni ’90 accogliendo i primi curiosi o modaioli ospiti con affetto e umiltà…

Ha dato in gestione ad altri quel primo piccolo ostello e ha decisamente costruito una catena di alberghi etnici, metropolitani, tipici che vivono dei luoghi, dei musicisti, dei giochi e le sventure, degli amori e gli impegni, dei problemi e le virtù che i loro habitat propongono-impongono.

Questo parallelismo per giungere a chiarire come con grande misura e capacità Lorenzo possa utilizzare fisarmoniche, sezioni fiati, chitarre distorte, bassi profondi, percussioni e archi, piano elettrico e Steinway, arpa, voci africane, rap americano, il suo morbido e timido canticchiare storie “per esempio”, raggiungendo una semplicità d’ascolto unita ad una grande varietà di arrangiamenti, una grandissimo impatto sonoro (uno dei pochi italiani a reggere il confronto con produzioni anglosassoni e U.S.A.) e in finale una grandissima validità musicale popolare.

Lorenzo è uno di quelli che fa Pop, che cioè sposa la “missione” di portare al popolo storie, armonie, ritmi e melodie altrimenti nascoste in nicchie per pochi “intenditori”.


Preesistenze

Da “Una Tribù che Balla”, disco della svolta più Musicale di Jova dopo i fasti più leggiadri e disimpegnati dei primi album deejaytelevisioniani, fino a “Lorenzo ‘97: L’Albero” (il miglior album italiano di quell’anno, battendo a mio parere anche il musicalissimo Macramè di Fossati), la crescita è stata inarrestabile.

Il cammino si è poi consolidato con “Lorenzo ’99: Capo Horn” (splendido utilizzo di sezione archi e orchestra in anticipo rispetto ai tanti cantanti italiani che di lì a poco sfrutteranno e qualche volta abuseranno delle medesime sonorità), inciampato un pochino in “Quinto Mondo” e il Live che purtroppo seguiva una turnè di minor efficacia di quella de L’Albero (quella si da riprendere live per un progetto discografico).

Poi è tornato a stupire tutti con un progetto strumentale (Roma Collettivo Soleluna) che spero abbia prima o poi un degno seguito, è tornato a mordere con “Buon Sangue” e poi ha riaperto i suoi alberghi suggestivi per i suoi viaggi musicali con questo Safari.


Eqquindi

Belle tutte le ballad, anche se forse sono quelle che un po’ soffrono la similitudine più evidente con passate produzioni.

Ottimo il groove di Safari e Mezzogiorno, i fiati di Tamburini sottolineano energici brani in cui non ti aspetteresti di udire una sezione di ottoni.
Echeggia qua e là jazz e soul nell’approccio strumentale, ci sono programmazione, loop e campioni sonori; ma tutto è ascoltabile e fischiettabile già dal primo approccio.
Credo che Lorenzo sia oramai maturo per proporsi nelle collaborazioni ad artisti come Fossati, Capossela, Segreto, un rinsavito Pino Daniele, ecc… per unire la sua invidiabile capacità comunicativa e artistica a personalità nostre, vive e forti per costruire un gradino solido ove appoggiare il passo verso il futuro che la nostra musica deve decidersi a fare, recuperando con la stessa curiosità di sempre le nostre radici musicali e culturali, nascoste a noi quasi come i canti aborigeni o le ritmiche centrafricane.

Ad Majora!

 

Nighty

postato da: Nightfreeqnc alle ore 17:56 | link | commenti
categorie: musica, recensioni, concerti, rock, jazz, hip-hop, acid jazz, pop music