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Libere frequenze notturne 2

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Nome: Claudio Salvini
Libere Frequenze Notturne... musica vera, arte e comunicazione, donne vere, originalità e coraggio, energia e voglia di spingersi un po' più in là senza staccare l'elastico del passato... scrivere, scrivere e scrivere parole per riuscire un giorno a farle leggere leggére...
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venerdì, 28 dicembre 2007

La CittĂ  Perfetta

Stavolta è proprio vero e tutto realizzabile!
Ho preso in prestito l'idea del Bookcrossing e l'ho sfruttata per un'iniziativa di animazione letteraria!
Dunque funziona così:
Ho scritto l'intro e due capitoli di un nuovo romanzo
L'ho registrato sul sito ufficiale
www.bookcrossing.com
Gli hanno assegnato il
 
BCID: 932-5743657
Poi ho scelto dove lasciarlo in attesa del prossimo lettore fortuito e...
Fatto!
Ora il mio/vostro "La Città Perfetta" è su una panchina di Alba Adriatica.
Chiunque lo troverà potrà rintracciarlo sul sito Bookcrossing, cambiarne lo stato, leggerlo e... esclusivamente con questo libro... diventarne autore di uno o più capitoli, prima di liberarlo nuovamente e farlo viaggiare ancora!
E allora non mi rimane che attendere e vedere cosa succederà.
Cia' guaglio'
Nighty
il cannocchiale
postato da: Nightfreeqnc alle ore 18:57 | link | commenti (1)
categorie: racconti, letteratura, bookcrossing, animazione, curiositĂ 
venerdì, 30 novembre 2007

Blue Nighty on Jazzon Night

29/11/2007

Avrei dovuto accorgermi che non poteva essere altrimenti.
L’avrei dovuto capire dal colore della notte che tingeva in blu anche tetti e rossi pensieri chiusi in alloggi stagni, stagnanti della nuova solitudine massmediologica del 2000.
Avrei dovuto riconoscere l’odore del mio vecchio Be-Bop che bussava indebolito da troppe, insistenti, caciarone, inopportune rotture di balle che mi modificano, infingarde, le orecchie e gli occhi e il naso.
Ho visto vecchi amici e qualche nuovo appassionato, sconosciuti sorridenti e persone sinceramente trasportate dallo sghembo viaggio che certa musica ti sussurra, anche quando grida distorta, come quando soffia calda.
Perché il Jazz… o meglio… la musica è anche colpire, straniare, prenderti con due note carezzevoli, farti salire su un treno con grandi finestrini, e poi portarti dove la tua mente voleva andare da sempre, solo che ti mancava la musica, o ti eri dimenticato le parole, e ora ce l’hai.
Chissenefrega! Se non somiglia alla melodia radiofonica, ai riverberi e la cassa in quattro delle disco-mortali, alle chitarre tutte uguali e tutte fighissime, alla voce dell’utimo modello di KalvinClain che si sgola per una gnocca nuova.
Per una volta chissenefrega! Sembravano dire i volti di quei ragazzi che ascoltavano il loro stesso viaggio, come davanti all’ultimo capolavoro cinematografico del più grande regista del mondo!
E come loro chissà quanti altri potrebbero, vorrebbero, desidererebbero… non immaginerebbero nemmeno di cosa è capace la loro mente, la loro fantasia con una colonna sonora, un pugno di parole e un po’ di coraggio e sana incoscienza!
Ecco!

Musica, viaggio, incoscienza e passione,
novità e regole da rispettare come da stravolgere.
Se è così allora è Jazz!

È come scattare una foto a ciò che hai davanti, memorizzarla in un attimo e poi, invece di accontentarti, ripeterti in milioni di inutili scatti tutti uguali, cambiandogli mille volte nome e cognome, muoverla, distorcerla, farla danzare, agitarla tra i tuoi pensieri, in balia delle sensazioni più intime e inconfessabili, che per una volta metyono la testa fuori senza far dolore, e alla fine fermarla di nuovo.
Scoprirla semplicemente un po’ più storta, sghemba, fuori centro…
È soltanto scivolata verso di te… ora è la tua vista, sono i tuoi occhi e le tue orecchie, ora è il tuo Jazz.
E alla fine l’ho visto il mio Be-Bop, ho visto l’energia che in altre stanze ti convinci non esista più, ho gustato vino e sorrisi, pensieri e solitudine, note e nuove idee, tempo passato e futuro.
Fuori pioveva freddo di Novembre che salutava e neve sui monti vicini.
Umido sfumare delle strade dopo il passaggio delle auto, dopo il lesto attraversare incappucciato e abbracciato dei passanti.
Scura coperta attutisce gli spigoli e gli effetti delle tre di notte sul mattino seguente.
E ne sono sicuro, tutti avrebbero voluto suonare ancora una nota, possedere una tromba sordinata per dedicare tutto questo a Miles, a Fats, Dizzy, Woody, Kenny, Clifford e Donald…
Tutti avrebbero voluto imbracciare un Sax per Dex, Prez, John “A Man Supreme”, Bird…
E un piano per Bud, Bill, Keith…
E una Chitarra per Wes, Charlie e Django…
E una Batteria per Jo, Max, Kenny e Billy…
E un Basso per Charles, Paul, Jaco…
E avere la voce per Billie
E avere ancora un’altra notte così.
Ad Avezzano, in provincia de L’Aquila!
Mica a New York o a Londra.
Ciao a tutti e alla prossima
Nighty

postato da: Nightfreeqnc alle ore 20:07 | link | commenti (1)
categorie: musica, racconti, diario, dizzy gillespie
venerdì, 23 novembre 2007

Points of Viev

Cosa è peggio?

Sentirsi ancora giovane, anche troppo, errante nei magici 20 anni, pur avendone quasi 40?

Oppure rilevare come questa sensazione sia l’inesorabile constatazione di essere passato, che dovrei sentirmi evoluto in un essere grande risoluto e risolto, pronto a trasferire le proprie esperienze ad una progenie, e invece ancora non so che cosa sono, chi sono, non ho reddito fisso, e non solo per colpa della precarietà del 2000.

Sentirsi costantemente avanti e in anticipo sulle mode, sui pensieri di chi mi circonda, percepire efficacia di messaggi e i loro effetti nelle azioni futuribili della gente…
Oppure comprendere come tutto ciò significhi all’atto pratico essere fondamentalmente solo, in controfase con quasi tutto il resto del mondo emerso, respirare una macro scusa globale che mi tiene lontano dall’ultimo sforzo per essere normale, per avvicinarmi ad una routine, ad un’inerzia che mi aiuterebbe nella ricerca di una serenità aggradante e corroborante le mie indefesse ricerche comunicative, linguistiche, artistiche, emozionali.

Sentirsi sempre la persona giusta per qualunque luogo sembra ne cerchi una, per qualunque ragazza… pardon Donna… dei miei sogni vaghi sola lungo un affollato corso cittadino…
Oppure accorgersi che immediatamente dopo tutti quei luoghi, nonostante tutto, nonostante le scuse e le realistiche motivazioni che possa generare la mia fervida mente, poco prima dell’accettazione dell’ennesimo amaro sapore della sconfitta e della delusione, mi abbiano definitivamente scartato, non ritenuto assolutamente adatto a loro; che quelle donne… ragazze… non si sono neanche voltate un minuto al mio timido sorriso.

Sentire dal proprio stereo, vetusto mezzo di divulgazione hi-fi, una quantità di note assolutamente elevate, improvvise, ispiranti, armoniche, energiche o dolcissime, insolite eppur morbide…
Oppure essere coscienti che praticamente nessuno condividerà mai quelle sensazioni e al massimo ti inviterà ad infilare delle microcuffie attaccate ad un para-telefonino per sputarti pericolosamente in prossimità dei centri nervosi qualcosa che se va bene assomiglierebbe a Ramazzotti (non l’amaro purtroppo) o la Pausini!!!

Sentirsi stimolati da ogni nuova sfida come un agonista della vita, per il sapore denso che ha ogni percorso, ogni prova, al di là del risultato finale; tentare concorsi letterari, spenderci su soldi ed energie che non posseggo, scrivere sempre… guardare, conoscere, provare, accettare e rifiutare pensieri, vite, persone e storie, lavori e delusioni, per confrontarmi e scoprire se tutta la vita che posseggo ha un valore spendibile più alto del mio curriculum, se ha comunicativa, un barlume di arte tra le costole incrinate…
Oppure ammettere che potrebbe essere l’estremo tentativo di cercare un alibi al non esserci mai, all’aver mollato cose certe senza aver mai dimostrato altri e più alti valori, al perdurare di una ricerca in un mare oramai affollato di CristoforiColombi più preparati e cattivi di me!

 

Ora dovrei riuscire a pubblicare un romanzo per un piccolo editore, che al contrario del precedente volume di racconti, mi garantirebbe anche una minima distribuzione, quindi un passo successivo, un “quadro” nuovo dello stesso gioco; oltretutto ho presentato un altro manoscritto ad un’editrice piuttosto nota che par visionarne il contenuto per un’imminente pubblicazione…
Potrei quindi venir fuori con due prodotti nuovi e stimolanti, da seguire, pubblicizzare e attivare sottoforma di animazione letteraria e intanto partire di nuovo come scenografo in villaggio e cercare di stare dentro l’ennesimo lavoro senza buttarlo alle ortiche per cavilli, cervellotici ragionamenti, paure o indecisioni.
Ma potrebbe anche andare ancora tutto a monte, o non riuscire a connettere il tutto ad un processo virtuoso che mi porti ad una svolta decisiva, ad un reale salto di qualità…
Sembra troppo negativo e pessimista tutto ciò?
Beh!
Se vi fa piacere sostituite la domanda iniziale con:
Cosa è meglio?
Il succo resta del tutto simile e io intanto vado avanti.

Cia’
Nighty